martedì 24 febbraio 2015

Muffin salati di tonno e cannellini proteici e senza glutine



Dosi per 8 muffin

250g di cannellini lessati
2 uova bio e all. a terra
2 cucchiai di maizena
2 cucchiai di farina di grano saraceno
160g tonno sgocciolato
prezzemolo tritato q.b.
mezzo cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di cumino (facoltativo)
pepe nero
sale

Versare tutti gli ingredienti in un frullatore e frullare tutto per ottenere una crema densa.
Versare nei pirottini e infornare a 200 gradi per mezz'ora.





domenica 22 febbraio 2015

Budino alla vaniglia

Mezzo litro di latte vegetale alla vaniglia o vaccino
2 uova intere bio e all. a terra
2 cucchiai di maizena
2 cucchiai di stevia o zucchero
Essenza di vaniglia

Cannella e noce moscata per decorare (facoltativo)

,



Sbattere le uova con lo zucchero l'amido e la vaniglia.
aggiungere il latte e mettere sul fuoco, portare a ebollizione continuando a mescolare.
Versare nelle coppette e lasciare raffreddare.

mercoledì 11 febbraio 2015

Emergency IMMIGRAZIONE: BASTA MORTI, CHIEDIAMO UN CAMBIO DI ROTTA PER UN MARE MEDITERRANEO SICURO

 
 

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IMMIGRAZIONE: BASTA MORTI, CHIEDIAMO UN CAMBIO DI ROTTA PER UN MARE MEDITERRANEO SICURO

 
L'ennesima tragedia del mare avvenuta al largo di Lampedusa ha nuovamente confermato l'inadeguatezza dell'operazione Triton nella gestione dei flussi migratori e della sua efficacia nel portare soccorso ai migranti in mare.
 
Le Ong Aibi, Amnesty International Italia, Caritas Italiana, Centro Astalli, Emergency, Fondazione Migrantes, Intersos, Save the Children e Terre des Hommes chiedono al Governo italiano e all'Unione europea un reale cambio di rotta nelle politiche sull'immigrazione. Occorre aprire immediatamente canali sicuri e legali d'accesso in Europa, unica soluzione coerente per evitare ulteriori perdite di vite in mare, che consentirebbe di gestire un fenomeno ormai stabile e probabilmente in aumento. Contemporaneamente, le organizzazioni chiedono all'Italia e all'Unione Europea di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso in mare e di avviare politiche per garantire la protezione e la tutela dei diritti umani di rifugiati, migranti e richiedenti asilo, che attraversano il Mediterraneo.
 
Non è più tempo di affrontare il fenomeno dei flussi migratori di persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà con modalità così poco responsabili e strutturate. L'Operazione Mare Nostrum ha ampiamente dimostrato che l'Europa può affrontare meglio questo problema, non con politiche di chiusura delle frontiere, ma dando priorità alla ricerca e al salvataggio in mare, aumentando i canali legali e sicuri di accesso, nonché adottando una politica e prassi comuni in materia di immigrazione e asilo. Ciò richiede un impegno condiviso a livello europeo che preveda il dispiegamento congiunto di mezzi e risorse, utili a salvare vite umane e non solo a pattugliare le nostre coste.
 
Anche la tutela della sicurezza del nostro continente passa ormai prima di tutto dalla salvaguardia dei diritti umani di migranti, rifugiati e richiedenti asilo, tanto più quando le persone in movimento provengono da Paesi in cui avvengono violazioni massicce dei diritti umani e che sono, quindi, automaticamente riconosciuti come aventi diritto alla protezione internazionale.
 
(10 febbraio 2015)

http://www.emergency.it/comunicati-stampa/immigrazione-basta-morti-chiediamo-un-cambio-di-rotta-per-un-mare-mediterraneo-sicuro.html

domenica 8 febbraio 2015

Frappe' di tofu al cacao

250g di tofu
Mezzo bicchiere di latte di soya o altro latte vegetale
Essenza di vaniglia o cannella in polvere
2cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro in polvere

Frullate tutto :-)




mercoledì 4 febbraio 2015

Spinaci con tofu al curry



125g tofu bio al naturale
500 g di spinaci freschi o surgelati
Panna di soya q.b.
Un cucchiaino pieno di curry
Mezza cipolla tritata
Olio evo
Sale e pepe

Appassire le cipolla tritata nell'olio evo insieme a un cucchiaino di curry, aggiungere il tofu a pezzetti, gli spinaci lavati e tagliati a pezzettini, salare e lasciare cuocere a fuoco lento
Quando sono cotti aggiungere la panna di soya, metà confezione più o meno e mescolare bene tutto.
Regolare sale e pepe e servire :-)

venerdì 9 gennaio 2015

Non in mio nome di Igiaba Scego

Non in mio nome

Igiaba Scego

Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.
“Not in my name”, dice un famoso slogan, e oggi questo slogan lo sento mio come non mai. Sono stufa di essere associata a gente che uccide, massacra, stupra, decapita e piscia sui valori democratici in cui credo e lo fa per di più usando il nome della mia religione. Basta! Non dobbiamo più permettere (lo dico a me stessa, ai musulmani e a tutti) che usino il nome dell’islam per i loro loschi e schifosi traffici.
Vorrei che ogni imam in ogni moschea d’Europa lo dicesse forte e chiaro. Sono stufa di veder così sporcato il nome di una religione. Non è giusto. Come non è giusto veder vilipesi quei valori di convivenza e pace su cui è fondata l’Unione europea di cui sono cittadina. Sono stufa di chi non rispetta il diritto di ridere del prossimo. Stufa di vedere ogni giorno, da Parigi a Peshawar, scorrere sangue innocente. E ho già il voltastomaco per i vari xenofobi che aspettano al varco. So già che ci sarà qualcuno che userà questo attentato contro migranti e figli di migranti per qualche voto in più. C’è sempre qualche avvoltoio che si bea delle tragedie.
È così a ogni attentato.
A ogni disgrazia cresce il mio senso di ansia e di frustrazione. A ogni attentato vorrei urlare e far capire alla gente che l’islam non è roba di quei tizi con le barbe lunghe e con quei vestiti ridicoli. L’islam non è roba loro, l’islam è nostro, di noi che crediamo nella pace. Quelli sono solo caricature, vorrei dire. Si vestono così apposta per farvi paura. È tutto un piano, svegliamoci.
Per questo dico che mi hanno dichiarato guerra. Anzi, ci hanno dichiarato guerra.
Questo attentato non è solo un attacco alla libertà di espressione, ma è un attacco ai valori democratici che ci tengono insieme. L’Europa è formata da cittadini ebrei, cristiani, musulmani, buddisti, atei e così via. Siamo in tanti e conviviamo. Certo il continente zoppica, la crisi è dura, ma siamo insieme ed è questo che conta. I killer professionisti e ben addestrati che hanno colpito Charlie Hebdo vogliono il caos. Vogliono un’Europa piena di paura, dove il cittadino sia nemico del suo prossimo. E in questo vanno a braccetto con l’estrema destra xenofoba. Tra nazisti si capiscono. Di fatto vogliono isolare i musulmani dal resto degli europei. Vogliono vederci soli e vulnerabili. Vogliono distruggere la convivenza che stiamo faticosamente costruendo insieme.
Trovo bellissimo che alla moschea di Roma alla fine del Ramadan, per l’Eid, ci siano a festeggiare con noi tanti cristiani ed ebrei. Ed è bello per me augurare agli amici cristiani buon Natale e agli amici ebrei happy Hanukkah. È bello farsi due risate con gli amici atei e ridere di tutto. Si può ridere di tutto, si deve. Ecco perché questo attentato di oggi è così pauroso. Fa male sapere che degli esseri umani siano stati uccisi da una mano vigliacca perché volevano solo far ridere, ma fa male anche capire il disegno che c’è dietro, ovvero una volontà di distruzione totale.
Una distruzione che sapeva chi e cosa colpire.
Niente è stato casuale. Sono stati spesi molti soldi da chi ha organizzato il massacro. Sono stati scelti uomini addestrati. È stato scelto un target, la redazione di un giornale satirico, che era sì un target simbolico, ma anche facile da attaccare. Tutto è stato studiato nei minimi dettagli. D’altronde una dichiarazione di guerra lo è sempre. Chi ha compiuto questo attentato sa cosa produrrà. Sa il delirio che si sta preparando. Allora se siamo in guerra si deve cominciare a pensare come combatterla. In questi anni la teoria della guerra preventiva, dell’odio preventivo, delle disastrose campagne di Iraq e Afghanistan hanno creato solo più fondamentalismo.
Forse se si vuole vincere questa guerra contro il terrorismo l’Europa si dovrà affidare a quello che ha di più forte, ovvero i suoi valori. Chi ha ucciso sa che si scatenerà l’odio. Ora dovremmo non cascare in questa trappola. Ribadire quello che siamo: democratici. Ha ragione la scrittrice Helena Janeczek quando dice cheliberté, égalité, fraternité è ancora il motto migliore per vincere la battaglia. E i musulmani europei ribadendo il “Not in my name” potranno essere l’asso nella manica della partita. L’Europa potrà fermare la barbarie solo se i suoi cittadini saranno uniti in quest’ora difficile.

http://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2015/01/07/non-in-mio-nome